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IL DOGANALISTA: UNA PROFESSIONE PIÙ CHE MAI INDISPENSABILE

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IL DOGANALISTA: UNA PROFESSIONE PIÙ CHE MAI INDISPENSABILE

Intervista a Rossana Distefano a cura di Corrado Tocci

La libera circolazione delle merci è uno dei temi più attuali in una società globalizzata. In questo scenario, la figura del doganalista assume un ruolo sempre più importante e richiede una preparazione capace di evolversi insieme ai cambiamenti economici, normativi e geopolitici.

In un’epoca in cui la logistica rappresenta uno dei pilastri del sistema economico, dopo le interviste a Roberto Galanti, segretario nazionale di PMIA Autotrasporto Unilavoro, e all’avvocata Lucia Umile sull’importanza della figura del doganalista, approfondiamo il tema della formazione e dei nuovi modelli professionali.

Ne parliamo con la professoressa Rossana Distefano, esperta di consulenza doganale e accise, depositi doganali, fiscali e commerciali; docente di U.F. Logistica presso istituti superiori secondari privati; con un dottorato di ricerca in Geopolitica presso l’Università degli Studi di Pisa.

Con lei cerchiamo di comprendere quali percorsi e modelli formativi possano consentire al doganalista di essere sempre al passo con i tempi.

Lei sostiene che la figura del doganalista rivesta un ruolo fondamentale nel settore del commercio estero?

Sì, ne sono fortemente convinta. Nell’attuale situazione, le variazioni geopolitiche assumono un ruolo sempre più rilevante nella movimentazione delle merci. Guerre devastanti, spostamenti dei confini e nuovi protezionismi a favore di alcuni Paesi incidono profondamente sull’assetto delle politiche commerciali.

Oggi non possiamo più contare su uno status quo duraturo.

Consiglierebbe a un giovane di avvicinarsi alla professione di doganalista?

Credo che sia una professione di alto contenuto. Personalmente la considero una sfida quotidiana e la consiglio ai giovani con una preparazione economico-giuridica che abbiano voglia di impegnarsi nello studio continuo della normativa richiesto da questo percorso.

Come ho già indicato, la normativa cambia ogni volta che nel mondo interviene un mutamento politico o economico.

Il percorso formativo per accedere alla professione è strutturato adeguatamente per preparare le nuove generazioni?

L’iter formativo offre senz’altro una buona preparazione generale. Il tirocinio presso un professionista esperto dovrebbe coniugare gli aspetti pratici e teorici della professione.

Tuttavia, se si escludono i cosiddetti “figli d’arte”, può essere difficile trovare un tutor disponibile. Anche quando lo si trova, il percorso può presentare carenze che il tirocinante non riesce a compensare soltanto con approfondimenti personali, perché l’esperienza dei casi concreti ha un peso determinante nella preparazione.

Crede che altri modelli formativi potrebbero rivelarsi più idonei?

Ho avuto il privilegio di tenere un corso per allievi post-diploma presso l’ITS ISYL di Viareggio, una fondazione che, almeno inizialmente, ha utilizzato i fondi del PNRR. Il corso era dedicato alla logistica applicata alla normativa doganale.

Devo ammettere che gli studenti erano molto motivati. La varietà degli argomenti di studio, equamente ripartiti tra discipline tecnologiche e scientifiche, unita agli stage all’estero o presso le aziende, ha favorito la crescita di molti giovani che, nelle diverse specializzazioni offerte, hanno trovato un’occupazione adeguata entro un anno dal diploma.

Un modello simile sarebbe utile nella preparazione specifica del doganalista?

Ritengo che un sistema capace di unire apprendimento e professione sia auspicabile sotto ogni punto di vista. Studi recenti collocano la logistica ai primi posti nelle previsioni dei fabbisogni occupazionali in Italia a medio termine, anche per effetto della crescita dell’e-commerce e della crescente complessità nella gestione della supply chain.

A questo si aggiunge il progresso digitale nei processi logistici. Pensiamo all’automazione dei magazzini e ai sistemi di tracciamento delle merci in tempo reale, già supportati da software gestionali sempre più avanzati.

Per questo motivo, un corso universitario di alta formazione dedicato alla logistica e orientato alla specializzazione del doganalista rappresenterebbe una sintesi efficace. Le lezioni potrebbero essere affidate sia a docenti universitari sia a professionisti esperti, unendo teoria e pratica nello studio del percorso delle merci e della documentazione necessaria in ogni singolo passaggio.

Un percorso di questo tipo potrebbe persino integrare o sostituire un semestre del tirocinio previsto per sostenere l’esame di abilitazione alla professione.

Come immagina il futuro dei doganalisti?

Non è necessario ricorrere all’immaginazione. L’avvento delle “Commissioni di studio”, create per approfondire e diffondere i risultati relativi ai temi più importanti per il nostro lavoro, ha favorito il confronto tra giovani ed esperti della professione che condividono il medesimo gruppo di studio.

Questo confronto mette in luce i talenti delle nuove generazioni, che uniscono curiosità per la materia, ottimo spirito critico e quella familiarità con la tecnologia che noi, nati analogici, abbiamo dovuto acquisire nel tempo.

Sono sicura che passeremo il testimone a una generazione di professionisti consapevoli della responsabilità di una professione destinata a cambiare, ma difficilmente a scomparire.


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