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Il Trattato di Tordesillas e la Postmodernita'
di Corrado Tocci

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Il Trattato di Tordesillas e la Postmodernita'
di Corrado Tocci

Il Trattato di Tordesillas del 1494  sancì la divisione del mondo, allora per lo più inesplorato, tra il Portogallo e la Spagna.

Da allora il problema della giustificazione morale e politica dell’espansione coloniale negli altri continenti è sempre rimasto irrisolto, i teorici dell’espansione coloniale hanno sostenuto a lungo che fosse compito degli Europei recare la civiltà agli altri popoli; da non dimenticare le posizioni critiche nei riguardi della attività coloniale basata sull’esclusivo interesse allo sfruttamento economico dei popoli e dei territori occupati.

La diatriba è antica, senza voler partire dagli Assiri e dai Babilonesi è utile rifarsi alla storia che sta a fondamento dei tempi moderni. Alla fine del XV secolo i regnanti europei erano assillati dalla necessità di trovare una via marittima diretta verso l’Asia meridionale, le Indie.

Questa necessità portò i Portoghesi a circumnavigare l’Africa (1487) e a raggiungere la costa occidentale dell’India nel 1498, dall’altro portò Colombo alla scoperta, in nome dei sovrani di Spagna, di un nuovo continente (1492).

Questi avvenimenti diedero vita a due grandi imperi coloniali del sedicesimo secolo, per evitare conflitti intervennero i romani pontefici: nel 1481 con la bolla papale “Aeterni regis” Sisto IV aveva garantito tutte le terre a sud delle isole Canarie al Portogallo; nel maggio 1493 papa Alessandro VI, spagnolo di nascita, decretò con la bolla “Inter Caetera” che tutte le terre a sole 100 leghe dalle isole Capo Verde appartenessero alla Spagna, mentre le nuove  terre scoperte ad est di questa linea sarebbero appartenute al Portogallo.

In mezzo all’oceano Atlantico si tracciò una immaginaria linea di confine (raya), il portoghese ad est e lo spagnolo ad ovest della raya.

L’impero portoghese aveva come base principale Goa, interesse dei portoghesi era quello di poter contare su una serie di basi costiere in Africa, India e nell’Insulandia sino alle Molucche, con carattere commerciale, qualche volta strategico, ma il più delle volte come base di rifornimento o sosta delle navi.

La Spagna, invece, in due secoli pose sotto la propria sovranità tutta l’America continentale, escluso il Brasile, instaurandovi un regime di tipo feudale.

Alle altre nazioni europee interessate alla colonizzazione venne esplicitamente negato l’accesso alle nuove  terre, lasciando loro unicamente come opzione la pirateria, fino a quando avvicinandosi al protestantesimo, rigettarono l’Autorità Papale sulla divisione delle terre non ancora scoperte e cominciarono a farsi strada gli imperi olandese e inglese.

La Post Modernità ha disarticolato le vecchie categorie politiche e sociali, oggi gli imperi si sorreggono: con il controllo delle banche centrali; con la possibilità di stampare moneta non collegata ad un aumento di ricchezza reale; con forme di sorveglianza attraverso il controllo dei dati di miliardi di cittadini che usano le reti; con progetti filantropici che coinvolgono le èlite locali, soprattutto in Africa.

Mentre il capitalismo integrato dipendeva da un quadro istituzionale transnazionale che consentiva uno "sfruttamento stabile a livello nazionale", “il capitalismo in via di disintegrazione o inclusivo" vede questo quadro disaggregato tra Stati Uniti, Europa, Russia e Cina, ognuno dei quali persegue nuove forme di subordinazione gerarchica funzionale a favorire la creazione di aree  di influenza come ai tempi della guerra fredda.

La guerra in Ucraina appare sempre più non una guerra lampo ma una guerra di posizioni, con il rischio di una durata indefinita, con il risultato che tutti parlano della sofferenza delle popolazioni interessate, ma poi nessuno fa niente per fermare la guerra.

Alla fine del conflitto sarà più evidente conoscere gli attori dei due schieramenti e si saprà in che blocco si posizioneranno i Paesi del Brics.

Gli ultimi due secoli hanno visto prevalere gli Imperi di cultura Finanziaria/Protestantica.

Con la perdita di senso storico della finanza creativa fine a se stessa e il blocco del mercato globale conseguente alle varie forme di sanzioni incrociate, gli avvenimenti stanno riportando al centro del sistema economico le materie prime e quelle energetiche.

Papa Francesco ci ricorda sistematicamente che è in atto una terza guerra mondiale articolata per aree regionali, tutte queste guerre, spesso per procura, stanno favorendo nuove  aggregazioni a carattere geografico/economico/militare.

Quando ne usciremo la mappa delle alleanze rischia di avere confini molto frastagliati, con enclavi.

Nella definizione delle zone di influenza del nuovo trattato gli estensori non saranno fortunati come lo fu Papa Alessandro VI  con il trattato di Tordesillas al quale fu sufficiente  tracciare una raya in prossimità di un meridiano.


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